Ratticidi e trappole per topi non rischiosi per gli animali domestici

I ratticidi sono solitamente costituti da sostanze altamente tossiche che, se ingerite erroneamente, possono seriamente mettere a repentaglio la salute degli animali domestici e perfino quella dell’uomo.

 

Nonostante l’impiego di principi attivi differenti (diphacinone, bromadiolone, warfarin, brodificoum), il meccanismo attraverso cui agiscono i ratticidi è comune a tutti i tipi di prodotti, ma gli strumenti attualmente disponibili sul mercato consentono di scegliere delle trappole per topi non rischiose per gli animali domestici per una derattizzazione sicura.
Prima di parlarne, però, cerchiamo di capire come funzionano topicidi e ratticidi.

La classificazione dei topicidi e dei ratticidi

Esistono alcuni topicidi, chiamati rodenticidi, che agiscono come anticoagulanti, ovvero provocano il decesso dell’animale per emorragia interna e si ritiene che l’unico antidoto valido in tal caso sia la Vitamina K.

 

Oltre a questa tipologia, tuttavia, esistono anche dei topicidi non anticoagulanti, chiamati comunemente “topicidi acuti” ma che per la loro pericolosità sono stati esclusi dal commercio.
Per effettuare una distinzione tra le diverse trappole per topi, è necessario analizzarne il formulato.

Topo

Allora vediamo nel dettaglio quali sono le sostanze più frequentemente impiegate nei ratticidi e il loro relativo tasso di pericolosità per l’uomo e per gli animali.

  • Alfacloralosio: sostanza narcotica che provoca la morte del topo per ipotermia.
  • Alfacloridina: sterilizzante usato anche per eliminare i ratti e non i topi. Il suo impiego non è molto diffuso perché provoca dei danni alle cellule epiteliali determinando l’intrasportabilità degli spermatozoi, quindi agisce solo sulle colonie e non sullo sterminio degli esemplari.
  • Alpha-naphtyl-thiourea (conosciuto anche come Antu): provoca la morte del topo a distanza di circa 4 ore dall’assunzione per difficoltà respiratorie e edema polmonare.
  • Fosfuro di zinco: sostanza molto tossica che colpisce lo stomaco e per la quale non esiste attualmente un antidoto.
  • Normborbide: agisce sull’apparato circolatorio come vasocostrittore e viene utilizzato per disinfestare gli ambienti dai ratti.
  • La Scilliroside e la Scilla Rossa sono letali per l’uomo e per gli animali domestici, per cui è necessario stare attenti al fine di prevenire possibili avvelenamenti; entrambe le sostanze sono in grado di provocare delle fortissime convulsioni, cui seguono paralisi e morte.
  • Il Sodio Fluoracetamide e il Sodio Monofluorocetto sono delle sostanze mortali che non hanno trovato approvazione nel Nostro Paese perché sono estremamente tossiche, soprattutto per i cani.

I nuovi ratticidi: cos’è cambiato?

Sempre più di frequente accade di sentir parlare di animali domestici vittime delle esche per topi e quindi è nata l’esigenza di sviluppare delle formulazioni diverse.

 

I principi attivi contenuti nei ratticidi di nuova generazione sono abbinati tra loro in modo tale da non costituire un’attrattiva per cani e gatti.

 

Un’alternativa alle soluzioni più comuni sono gli scacciatopi ad ultrasuoni, progettati per non infastidire né uomini né animali domestici, così come le trappole per topi con esche e cartoncini collanti (es. Colkim Tin Cat, Mini Bait Copyr)

 

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Tra le sostanze più moderne, ritroviamo inoltre:

  • Brodifacoum: è una sostanza velenosa che agisce come anticoagulante e si distingue per il fatto che il ratto, una volta ingerito il veleno per topi, è costretto ad abbandonare la tana a causa di una fortissima disidratazione e, una volta uscito in cerca d’acqua, è più facile eliminarlo. Il Brodifacoum, inoltre, essendo un anticoagulante di ultima generazione, aumenta notevolmente la permeabilità vascolare dei vasi sanguigni e provoca il decesso del ratto per dissanguamento.
  • Difenacou (anticoagulante): è una sostanza molto tossica sia per l’uomo che per gli animali domestici e deve essere maneggiata con cura perché può provocare seri danni se entra a contatto con la pelle.

 

 

Esistono poi dei ratticidi talmente potenti che solo degli utenti esperti possono acquistarli e maneggiarli, a tal punto che bisogna essere in possesso di una documentazione particolare che attesti la professionalità dell’individuo che li adopera.
Tra i metodi meno cruenti per eliminare il problema dei topi in casa, ritroviamo l’impiego di trappole fai da te, all’interno delle quali il ratto resta intrappolato ma non viene ucciso.

Come preparare un ratticida fatto in casa?

Se non si vuole acquistare un prodotto altamente pericoloso per gli animali domestici e per l’uomo, è possibile seguire anche un’altra strada: preparare da soli un ratticida fai da te.
Basterà mescolare con le mani 100 gr di farina di mais, 100 gr di gesso e 300 ml di latte all’interno di una terrina. Quando il composto avrà raggiunto una consistenza omogenea, otterrete delle palline da disporre nei luoghi di passaggio dei ratti. Queste trappole sono innocue per cani e gatti ma letali per ratti e topi.

Tipologie di trappole per topi: una varietà che comprende delle soluzioni a tutela degli animali domestici

Da sempre l’uomo ha utilizzato le trappole per topi come efficace metodo di cattura e attualmente sono disponibili in commercio meccanismi di qualsiasi tipo: meccanici o elettrici. Esistono trappole che permettono di catturare i topi senza ucciderli e altre, chiamate “killer”, che impiegano tecniche differenti per risolvere il problema dei ratti.

 

Le trappole a esca sono le classiche gabbiette metalliche all’interno delle quali è posta un’esca. Il topo, una volta individuato il pezzettino di cibo contenuto all’interno della gabbia, innesca un meccanismo che lo intrappola.

 

Le trappole a molla sono le meno usate perché la morte per tagliola è abbastanza cruenta: l’animale, nell’atto di liberarsi, può facilmente causarsi l’amputazione di un arto. Queste trappole, inoltre, sono facilmente raggiungibili anche dagli animali domestici, con conseguenze poco piacevoli.

 

Le trappole a cattura multipla sono, invece, delle speciali cassette all’interno delle quali è presente un acido. Il topo, incuriosito dalla trappola, finisce dentro questa sostanza che lo uccide istantaneamente. In genere, tale tipologia è in grado di contenere circa 20 roditori morti.

Le trappole a gas sono vendute solo ai professionisti del settore e sono dei contenitori metallici all’interno dei quali, appena entra il ratto, scatta un meccanismo che blocca il foro d’entrata e fa penetrare al suo interno anidride carbonica. Questa sostanza provoca la morte dell’animale per asfissia.

 

Un altro tipo di trappola presente in commercio è quella che sfrutta lo shock elettrico per eliminare il topo: appena l’animale è nella trappola, si attiva una corrente elettrica che lo uccide per arresto cardiaco. E’ il caso della trappola per topi elettronica.

I pericoli delle trappole per topi

mini baitCosì come i ratticidi hanno le loro controindicazioni, anche le trappole per topi devono essere maneggiate con cura. Se volete evitare, quindi, di utilizzare sostanze tossiche che potrebbero nuocere ai vostri animali domestici e siete indirizzati verso l’acquisto di trappole per topi, dovete sapere che esistono delle precauzioni da adottare.

 

Quando si maneggiano le esche è importante usare sempre i guanti perché i topi riconoscono l’odore dell’uomo e se ne tengono a debita distanza.
Se l’infestazione dei topi è acuta, è certamente meglio rivolgersi a dei professionisti. In più, le esche all’interno delle trappole vanno sostituite spesso perché potrebbero favorire la proliferazione d’insetti o parassiti.
Trattandosi di animali pericolosi, dopo la cattura ratti e topi devono essere rilasciati secondo delle precise modalità stabilite dalla legge.

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